Il ritmo delle stagioni
- Lucia Zoldan
- 19 giu 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Siamo arrivati a giugno e l’estate, ormai vicina, ci porterà i suoi frutti, non solo ciliegie, angurie e fragole ma spero anche buona musica.
I mesi dell’anno e le stagioni a volte sono stati inseriti nei testi delle canzoni diventando parte importante di esse.
In “January” Paolo Nutini racconta un’emozione triste, canta come potrebbe essere tranquillamente gennaio dato il fatto che una persona per lui importante non gli è più accanto. Non è detto quindi che sia effettivamente gennaio, ma è come se lo fosse: il freddo e il buio avranno fine solo quando lei tornerà a scaldarlo e ad amarlo. Un inverno lungo e sofferto dove i giorni si susseguono lenti e malinconici.
I Subsonica addirittura ne “La Glaciazione” descrivono “l’eclissi di una sazia e spenta civiltà fatta di gelidi tramonti, dove muoiono le stelle e il vuoto esploderà”. Questa è una poesia in musica: uno stato d’animo nascosto da un freddo estremo e da una apparente distacco emotivo di chi canta – Samuel -.
Tutto cambia con l’arrivo della primavera fatta di profumi e alberi in fiore, tutto si rinnova e nuove realtà prendono forma. Elvis Presley nel film “Girl Happy” del 1965 cantava “Spring Fever” insieme a Shelley Fabares quando l’amore era nell’aria e la primavera dappertutto – un brano semplice ed allegro che fa riscoprire belle sensazioni. Ricordo che il 22 giugno 2022 uscirà in tutte le sale il film evento “Elvis” di Baz Luhrmann, con Austin Butler e Tom Hanks.
Con maggio siamo nel pieno delle primavera e così Lorenzo - Jovanotti - Cherubini in “Serenata rap” scrive “…Per dirti che da quando io ti ho visto è sempre maggio - e a maggio il mondo è bello e invitante di colori - ma ancora sugli alberi ci sono solo fiori…”, rime perfette in una canzone divertente, una vera dichiarazione.
Passando all’estate possiamo dire che in questo periodo vengono pubblicati diversi singoli, molti di successo che non è detto restino solo dei tormentoni. Ci sono i grandi classici intramontabili come “Sapore di sale” di Gino Paoli e poi ci sono altri artisti. Due a caso, Francesco Gabbani e Tommaso Paradiso. Entrambi nel 2017 hanno pubblicato due singoli tipicamente estivi: freschi, colorati e con un ritornello chiaro e memorizzabile anche da chi non è un cantautore per mestiere.
In “Tra le granite e le granate” Gabbani, conservando la sua ironia, canta di vacanze, viaggi e foto ricordo tra le contraddizioni della vita che si dissolvono in una festa in spiaggia.
Tommaso Paradiso invece nella sua hit “Riccione”, con riferimenti chiari a quelli della mia generazione, è il protagonista di un video dove vengono inseriti situazioni e brand che hanno accompagnato le estati più belle di noi adulti in un’età senza tempo.
In questa stagione piena di sole, caldo, lunghe passeggiate e aperitivi infiniti la musica, che ascoltiamo e che portiamo inconsapevolmente nella nostra memoria, quando la riascolteremo fra qualche anno ci farà tornare a rivivere momenti felici e spensierati.
Infine arriviamo all’autunno dove i mesi settembre, ottobre e novembre ci preparano nuovamente al freddo inverno. A settembre l’aria cambia, il ritmo della vita prende lentamente una strada diversa e si scorgono nuovi orizzonti. La brezza estiva diventa un vento delicato, è tempo quindi di meditare e decidere, un momento di bilanci per alcuni, che avvertono il sopraggiungere della fine di un anno. Mesi nei quali i momenti felici valgono il doppio e un pensiero leggero continua a ricordare l’estate dove tutto era facile, ma ora ci si ritrova un po’ cresciuti e diversi aspettando la neve. Nella canzone “Settembre “Luca Carboni, per come l’ho intesa io, spiega proprio questo.
È la stagione del thè con i biscotti e delle coperte sul divano, dove alla fine della giornata si guarda fuori dalla finestra la pioggia cadere incessantemente.
“ November Rain” dei Guns N’ Roses narra la storia di un amore travagliato e giunto al termine dove la fredda pioggia di novembre copre tutto quell’ amore finito e scioglie il dolore per la fine di una stagione che non tornerà più.
Credo quindi che saper ascoltare e vivere le stagioni sia un modo per assaporare la vita che viaggia veloce come un “Lampo di Vita”.
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